• +1-800-123-789
  • sariodesign.it@gmail.com

Musei

galleria borghese

Galleria Borghese – Ingresso gratuito con prenotazione Obbligatoria

Domenica 5 Marzo 2017 Ingresso gratuito alla Galleria Borghese

Galleria Borghese ingresso gratuito (2 euro obbligatorie per la prenotazione) la prima domenica del mese. La Galleria è probabilmente  unica al mondo per il numero e l’importanza delle opere custodite al suo interno – dalle sculture del Bernini  alle  tele del Caravaggio, Tiziano e Jacopo Zucchi

bernini, ratto di proserpina

Ratto di Proserpina – Bernini

gallleria borghee

Galleria Borghese

All’interno del Museo è obbligatorio depositare tutte le borse, ombrelli, macchine fotografiche o altri oggetti ingombranti al guardaroba ed è assolutamente vietato tenere accesi i telefoni cellulari. A questo fine è utile consigliare ai visitatori di recarsi al Museo almeno 20-30 minuti prima della visita per evitare di ritardare l’ingresso a causa delle file al guardaroba. Non  è possibile lasciare al guardaroba valigie, trolley, giacche o cappotti. E’ vietato l’ingresso di animali così come fare fotografie.

 

La Galleria  conserva sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché dipinti e sculture dal XV al XVIII secolo.

Costituita inizialmente dal cardinale Scipione Borghese all’inizio del XVII secolo, conserva capolavori di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Raffaello, Tiziano, Correggio, Caravaggio e magnifiche sculture di Gian Lorenzo Bernini e del Canova. Il nocciolo più significativo  delle sculture e delle pitture nella Galleria Borghese risale al collezionismo del cardinale Scipione (1579-1633), figlio di Ortensia Borghese, sorella del Papa Paolo V, e di Francesco Caffarelli.

Nel 1807 Camillo Borghese vende a Napoleone 154 statue, 160 busti, 170 bassorilievi, 30 colonne e vari vasi che costituiscono il fondo Borghese del Louvre. Ma già nel terzo decennio dell’Ottocento le gravi lacune sembrano colmate con nuovi materiali provenienti da recenti scavi archeologici e con opere recuperate dalle cantine e da varie altre dimore borghesiane. La collezione dei dipinti del cardinal nepote era notevole, e già nel 1613 poeticamente descritta da Scipione Francucci.

Nel 1607 il Papa aveva fatto assegnare a Scipione 107 dipinti confiscati al pittore Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino. Dell’anno successivo fu l’asportazione clandestina dalla cappella Baglioni nella chiesa di S.Francesco a Perugia e il trasporto a Roma della Deposizione di Raffaello, assegnata al cardinale Scipione con motu proprio papale.

Nel 1682 confluisce parte dell’eredità di Olimpia Aldobrandini, che includeva opere della collezione del cardinale Salviati e di Lucrezia d’Este, nella collezione Borghese.

Nel 1827 Camillo Borghese acquistò a Parigi l’importante Danae del Correggio.

Da non perdere

Non potete farvi sfuggire  la serie di sculture realizzate per il cardinale dal giovane Gian Lorenzo Bernini (Enea, Il ratto di Proserpina, Apollo e Dafne, e il David), l’Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano, i capolavori di Caravaggio e la mirabile Principessa Paolina Borghese, sorella prediletta di Napoleone, ritratta dal Canova come Venere Vincitrice.

 

Curiosità sulla Galleria

La Galleria Borghese può essere considerata unica al mondo per il numero e l’importanza delle sculture del Bernini e delle tele del Caravaggio.

Nel 2013 è stato il nono sito statale italiano più visitato.

INFO

Orario: tutti i giorni 9.00 – 19.00 (ingresso ogni due ore per un massimo di 360 persone) – chiusura settimanale: lunedì biglietteria: costo dei biglietti: € 11,00 (prenotazione obbligatoria + € 2,00) – riduzioni: 6,50

prenotazione: Obbligatoria – tel: 06 32810

 

Dove:
Piazzale del Museo Borghese, 5 Roma
amministratore
istituto-cultura-giappone

Bambole del Giappone all’istituto di cultura di Roma

Le bambole del Giappone all’Istituto Giapponese di Cultura di Roma

Le bambole riflettono le abitudini del Giappone e le aspirazioni della sua gente. L’esposizione dal titolo “Le bambole del Giappone. Forme di preghiera, espressioni d’amore” propone una selezione delle più rappresentative

La bambola (ningyō) è da sempre per il Gippone una tradizione che costella la quotidianità. Se ne producono enormi quantità di diverse fogge e funzioni. Dal 4 ottobre 2016, una mostra all’Istituto Giapponese di Cultura, dal titolo Le bambole del Giappone. Forme di preghiera, espressioni d’amore, intende presentare al pubblico una selezione di quelle più rappresentative: dalle hinaningyō e gogatsuningyō del folklore ancestrale a quelle attinenti alle antiche arti performative giapponesi, come nōningyō o bunraku/kabukiningyō, oltre alle varianti regionali e agli esemplari realizzati da artisti contemporanei.

Le bambole giapponesi riflettono le abitudini del Giappone e le aspirazioni della sua gente, possiedono prerogative regionali distinte e nel corso dei secoli sono andate sviluppandosi e modificandosi. Sono inoltre un espediente per mostrare anche altre forme di artigianato, come il tessile. L’esposizione è promossa dalla Japan Foundation che svolge attività di scambio culturale internazionale in cooperazione con oltre 130 paesi nel mondo, ponendo l’accento su tre maggiori ambiti d’interesse: scambi artistici e culturali, insegnamento della lingua giapponese all’estero e scambi intellettuali. La Fondazione, al fine di promuovere la comprensione di arte e cultura giapponese, organizza mostre itineranti di pittura, ceramica, artigianato, stampa e fotografia che viaggiano nel mondo. La mostra sarà visitabile fino al 28 dicembre 2016.

Vademecum LE BAMBOLE DEL GIAPPONE forme di preghiera, espressioni d’amore 4 ottobre – 28 dicembre 2016 Roma, Istituto Giapponese di Cultura via Antonio Gramsci 74 00197 Roma tel 06 3224754-94 www.jfroma.it Ingresso gratuito

amministratore
1