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Tag Archives: palazzo firenze

Roma, riaffiora a Trastevere la necropoli degli Ebrei: spuntano 38 tombe

Roma, riaffiora a Trastevere la necropoli degli Ebrei: spuntano 38 tombe

Uno scavo arrivato ad una profondità di otto metri dal livello stradale, e una storia inedita che si riscrive strato dopo strato. Trastevere si racconta nella vertigine di un viaggio a ritroso nel tempo, che intercetta capitoli di un Medioevo noto solo sulle carte d’archivio, per toccare l’epopea imperiale di Settimio Severo, fino ad ora evocata solo dalle fonti. Siamo a via delle Mura Portuensi, nel cantiere monumentale di Palazzo Leonori per la ristrutturazione della nuova sede delle Assicurazioni di Roma. È qui che…
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#necropoli #trastevere
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Bambole del Giappone all’istituto di cultura di Roma

Le bambole del Giappone all’Istituto Giapponese di Cultura di Roma

Le bambole riflettono le abitudini del Giappone e le aspirazioni della sua gente. L’esposizione dal titolo “Le bambole del Giappone. Forme di preghiera, espressioni d’amore” propone una selezione delle più rappresentative

La bambola (ningyō) è da sempre per il Gippone una tradizione che costella la quotidianità. Se ne producono enormi quantità di diverse fogge e funzioni. Dal 4 ottobre 2016, una mostra all’Istituto Giapponese di Cultura, dal titolo Le bambole del Giappone. Forme di preghiera, espressioni d’amore, intende presentare al pubblico una selezione di quelle più rappresentative: dalle hinaningyō e gogatsuningyō del folklore ancestrale a quelle attinenti alle antiche arti performative giapponesi, come nōningyō o bunraku/kabukiningyō, oltre alle varianti regionali e agli esemplari realizzati da artisti contemporanei.

Le bambole giapponesi riflettono le abitudini del Giappone e le aspirazioni della sua gente, possiedono prerogative regionali distinte e nel corso dei secoli sono andate sviluppandosi e modificandosi. Sono inoltre un espediente per mostrare anche altre forme di artigianato, come il tessile. L’esposizione è promossa dalla Japan Foundation che svolge attività di scambio culturale internazionale in cooperazione con oltre 130 paesi nel mondo, ponendo l’accento su tre maggiori ambiti d’interesse: scambi artistici e culturali, insegnamento della lingua giapponese all’estero e scambi intellettuali. La Fondazione, al fine di promuovere la comprensione di arte e cultura giapponese, organizza mostre itineranti di pittura, ceramica, artigianato, stampa e fotografia che viaggiano nel mondo. La mostra sarà visitabile fino al 28 dicembre 2016.

Vademecum LE BAMBOLE DEL GIAPPONE forme di preghiera, espressioni d’amore 4 ottobre – 28 dicembre 2016 Roma, Istituto Giapponese di Cultura via Antonio Gramsci 74 00197 Roma tel 06 3224754-94 www.jfroma.it Ingresso gratuito

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Perché a Roma dicono “me sembri er faro der Gianicolo” ?

Perché a Roma dicono “me sembri er faro der Gianicolo” quando uno si veste in maniera estrosa?

Perché fra le cose da vedere nella città eterna (prima di andare a dormire) c’è per l’appunto il Faro del Gianicolo, che viene acceso durante le ricorrenze nazionali, sul Colle Aventino i cui colori sono bianco, verde e rosso a simboleggiare il tricolore. Ed sono appunto la sua eccentricità e peculiarità che nel tempo hanno portato i romani ad inventare questa metafora per indicare una persona che si veste in modo eccentrico e stravagante, visibile ai più.

Non male come metafora, vero?

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Festa a Trinità dei Monti per il restauro della Scalinata

Festa a Trinità dei Monti per il restauro della Scalinata

Giochi di luci e colori hanno fatto da sfondo al concerto dell’Accademia di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano in piazza di Spagna. E la sindaca Raggi assicura: nessuna chiusura, sarà sempre fruibile ma dobbiamo conservarla per le generazioni future»

di Flavia Fiorentino

Rotolando lievemente sulla fulgida Scalinata di Trinità dei Monti appena restaurata, è stata una piccola mongolfiera luminosa ieri sera a sollevare il drappo che ricopriva il monumento settecentesco per restituirlo ai cittadini e agli amanti del bello di tutto il mondo. Per festeggiare il ritrovato splendore dell’opera di Francesco del De Sanctis dopo quasi un anno di restauri finanziati dalla maison Bulgari con un milione e mezzo di euro, si è tenuto ieri sera in piazza di Spagna, con un giorno di ritardo(causa maltempo che poi in effetti non ha colpito la Capitale) un concerto dell’Accademia di Santa Cecilia diretta dal maestro Antonio Pappano tra giochi di luce e immagini proiettate sui due campanili della chiesa con un finale di fuochi d’artificio.
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Trinità dei Monti, la bellezza della scalinata restituita al mondo

Per la prima volta a questo tipo di eventi hanno preso parte trenta cittadini romani «estratti a sorte» sul database del Comune e dieci detenuti del carcere di Rebibbia. «Sono orgogliosa che siano qui con me — ha detto la sindaca salita sulla scalinata tra gli applausi e qualche fischio – perché io sono qui, in questa giornata di festa, a rappresentare tutti i cittadini e anche coloro che, nella propria vita, hanno attraversato un momento di difficoltà». Accanto alla sindaca,l’ad della Maison Bulgari (ora del gruppo Lvmh) Christophe Babin che si è detto orgoglioso e felice «di poter restituire alla città, con questo gesto di mecenatismo, tutto quello che Roma ha dato al brand noto in tutto il mondo».

Sia Babin che Virgina Raggi, sulla possibile «chiusura» della Scalinata nelle ore notturne, ipotesi aleggiata per evitare bivacchi e vandalismo, sono stati chiarissimi: «La Scalinata tornerà al pubblico e sarà pienamente fruibile — ha detto la sindaca — la collaborazione pubblico-privato è possibile quando serve a valorizzare i monumenti e renderli parte della vita dei cittadini». Nessuna chiusura dunque «ma dobbiamo tutelare questo nostro patrimonio per le generazioni future». La sindaca ha quindi annunciato un’ordinanza «che impegna i vigili a monitorare costantemente l’utilizzo della scalinata e ad evitare tutte le occasioni che possano causare degrado». Nella giornata di festa, è giunta però anche la voce dei lavoratori che si sono occupati del restauro e che «ancora aspettano il saldo delle retribuzioni», hanno denunciato i sindacati Cgil, Cisl e Uil sottolineando «lo straordinario senso di responsabilità delle maestranze esecutrici».

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Riapre la Scalinata di Piazza di Spagna

Riapre la scalinata di Piazza di Spagna
di Sara Esposito

Dal 1725 la scalinata ne ha vissute molte, calpestata da quasi tre secoli sulla propria corazza in travertino ha assistito silenziosamente al passaggio da Piazza di Spagna alla chiesa di Trinità dei Monti. Già nel 1995 fu restaurata, ma probabilmente un compito più delicato e profondo spettò agli ultimi restauratori ingaggiati da Bulgari per un cantiere da 1,5 milioni di euro. La sua riapertura in grande stile è prevista per il 21 Settembre e promette una scenografia in stile barocco con l’orchestra di Santa Cecilia. La scalinata è solo l’ultimo tassello di un progetto partito con un primo allestimento della piazza con un giovane Bernini e suo padre, poi culminato con il prospetto splendente della scalinata. Benedetto XIII inaugurò l’opera da 135 scalini dopo anni di controversie sul possesso del terreno tra lo Stato della Chiesa e la corona di Francia. Il suo prospetto scenografico ultimato da Francesco De Sanctis è stato lo sfondo per quadri, sfilate e film; tenera amante di poeti come Cesare Pavese, ha affascinato romani e turisti offrendo sulle sue larghe braccia riposo e conforto per chiunque passasse di lì. I romani sono decisi quando si tratta di difendere il proprio monumento contro i “saccheggi barbarici”, come quando passarono di lì gli hooligans del Feyenoord Rotterdam, ma lo sono un po’ meno quando si dibatte sul come tutelare. Il dibattito che precede i festeggiamenti di fine restauro verte sulla presenza di una barriera che potrebbe ostacolare del tutto l’accesso alla scalinata per evitarne un’ineducata fruizione. <Sono molto preoccupato, abbiamo speso tanti soldi per riportarla al suo splendore e se non si mettono regole ben precise, Trinità dei Monti tornerà il bivacco di sempre. Tempo pochi mesi e sarà di nuovo in mano ai “barbari”> inveisce Paolo Bulgari in un’intervista alla Repubblica,  <Capisco il problema,>  controbatte Gigi Proietti su la rubrica Cronaca della stesso quotidiano,  <ma le barriere dovrebbero essere l’extrema ratio (…) Vietiamo ai ragazzi di andare a Ponte Mollo (Ponte Milvio, ndr) e fermarsi a chiacchierare? A Roma dove tocchi, tocchi male. Se non lo fai con rispetto>. La discussione sembra prendere i toni seri ponendo al centro della questione il problema dell’uso pubblico di beni culturali e la rilevanza di finanziamenti privati su beni culturali pubblici. In questi scambi di battuta anche i cittadini vogliono dire la propria ed impazza sul web il sondaggio: “Cancellata si o no?”. Ad assumere le ragioni del SI si schiera Vittorio Sgarbi su Adnkronos che propone “un pedaggio” per far capire a chi vi passa che quel luogo ha un valore; per il NI va invece Roberto E. Wirth su Il Tempo, proprietario dell’Hotel Hassler a Trinità dei Monti <<Trinità dei Monti chiusa di notte>>. Ad unire tutti gli schieramenti è l’indubbia necessità di tutele e presidi per evitare ai prossimi restauratori chewin gum incastonati nel travertino. Potrà anche annoiare il dibattito del SI e del NO, fa riflettere però che per una volta i romani discutano per poter avere il diritto di salire 135 gradini. A sentirsi minacciato non è solamente un monumento ma anche un simbolo nei ricordi di molti che quelle scale non le hanno solamente salite.

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